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Allonsanfàn

Israele. La storia in 10 quadri e le ragioni per leggerla

Si dice che l’estate sia la stagione più propizia per la scialla. Un tempo si sarebbe detto per il dolce far niente (fateci caso, entrambe le espressioni sono divenute titoli di film: il cinema e la pubblicità ingoiano come piante carnivore gli altrui linguaggi). Tuttavia quando “le barche si chiamavano Rosina e Anna e io andavo al lago tre mesi …

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Dal tennis ai libri. Le segrete virtù dell’antipatico

Il primo fu Jimmy Connors, divino giocatore di antipatia selvaggia e favolosa. Fu il primo – correvano gli anni Settanta Ottanta del secolo scorso – a mandare affanculo il fair play dei gesti bianchi, a fottersene del politically correct minacciando  l’avversario col dito puntato, entrando nel suo campo a cancellare un punto su cui non era d’accordo, protestando …

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Prometeo, il giovane Marx e il mito del fuoco

In greco antico pyr è la parola che indica il fuoco e in questo termine ritroviamo una radice antichissima che esprime ciò che è puro o meglio ciò che rende puro. E infatti questo aggettivo italiano deriva etimologicamente, attraverso il latino, proprio dalla parola greca che indica il fuoco, mentre focus ha un significato etimologico molto più strumentale: è …

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Riletture. Primo Moroni in Vicolo Calusca

Nel romanzo Vicolo Calusca di Umberto Lucarelli entriamo subito nella cosiddetta city, nella Milano diventata per sempre (orribile definizione) “da bere”, e pure da consumare mentre poi consuma noi: adesso non si direbbe, eppure una volta esistevano strade diverse, case e locali diversi, facce e corpi diversi da quelli in cui si imbatte un uomo invecchiato …

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Grandi storie. Tentazione di János Székely

“Ero un cane illegittimo in un mondo di cani“. Così pensa Béla, monello di campagna, vestito di stracci; il piccolo eroe di Tentazione di János Székely (traduzione di Vera Gheno, Adelphi) è figlio di padre ignoto e di madre indigente, la quale s’ammazza di fatica facendo la cameriera a Budapest per spedire soldi a zia …

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Storia di libri non letti, di Bu, di Lilli e dei versi di Neri

Non so se capita anche a voi quel che capita a me. Riempirsi di libri, nuovi o usati, scovati sulle bancarelle, e poi non leggerli, ma annusarli appena, assaggiarli, e poi perderli, lasciarli lì da qualche parte (fisica e mentale) pronti a essere inghiottiti da altri volumi acquistati per brama o per sbaglio, per caso …

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